Breve diario di viaggio tra i dispositivi neuroscientifici più innovativi del mondo

Dal 21 al 24 giugno Cerebro® ha messo i tacchi ed è volata a Dubai. Destinazione: Arab Health Exhibition, ovvero una delle più importanti vetrine sulle innovazioni tecnologiche del settore medicale.

La fiera, giunta alla sua 46esima edizione, è infatti un evento di grande rilievo nel Medio Oriente e nel mondo.
La dottoressa Federica Peci, fondatrice e “anima” della Startup, e la dottoressa Rosjana Pica, biologa del team Cerebro® ci raccontano com’è andata.

«È stata per noi la prima volta in cui ci siamo aperti al mercato internazionale, ben diverso da quello italiano, ed è stata una bellissima esperienza – racconta la dottoressa Peci-. Eravamo nel padiglione delle startup internazionali, con altre imprese con cui sono nate collaborazioni molto interessanti: abbiamo condiviso idee e conosciuto da vicino le innovazioni che ognuna di queste portava. 

È stata poi una gran soddisfazione registrare l’interesse che si è creato intorno alla nostra attività e ai dispositivi che abbiamo realizzato. Nel nostro stand abbiamo ricevuto visite e apprezzamenti da parte di medici, fisioterapisti, informatori, ricercatori, ma anche commercianti, giornalisti, provenienti da ogni parte, dalla Polonia alla Russia, e in tantissimi hanno detto di esserci venuti a trovare dopo avere letto di noi, di chi siamo, cosa facciamo e la metodologia che seguiamo a monte per progettare e mettere a punto le nostre biotecnologie».

All’Arab health Exhibition 2021 tra i dispositivi di spicco di casa-Cerebro® c’era la fTMS®, il dispositivo di Stimolazione magnetica transcranica brevettata a livello internazionale e classificata come “tecnologia innovativa in quanto unica nel suo genere”.

Si tratta di un dispositivo medicale, indolore e non invasivo che, attraverso la generazione di un piccolo campo magnetico, è in grado di riequilibrare le aree cerebrali che risultano deficitarie in alcune patologie. 

«A Dubai la nostra fTMS® ha riscosso grande interesse sia per il suo “DNA” ecologico, dato che è stata prodotta per il 98% con materiale riciclato, sia per il suo funzionamento innovativo- racconta la dottoressa Rosjana Pica-: il nostro dispositivo non ha infatti necessità di corrente elettrica per funzionare, in quanto il meccanismo si basa sulla contrapposizione magnetica. A differenza delle macchine simili attualmente in commercio, permette una stimolazione poco profonda che rimane sulla superficie corticale e che pertanto non è invasiva, e soprattutto una stimolazione fisiologica a livello delle cellule neuronali. Da qui il nome fTMS, che sta Physiological Transcranial Magnetic Stimulation».

«Se è vero che da un lato c’è la volontà di “entrare nel futuro”, con microchip e dispositivi che sanno ancora un po’ di fantascienza, pur essendo attualissimi – continua la dottoressa Peci- fortunatamente, la spinta di sviluppo a livello medicale va nella direzione del rispetto della fisiologia umana. Ovvero ben venga la supertecnologia per un certo tipo di interventi, ma in materia di lesioni al cervello a seguito di una determinata patologia -noi ne siamo convinti- va sfruttata quella che è la straordinaria plasticità del nostro cervello. Noi oggi conosciamo la capacità che ha di potersi riorganizzare, indipendentemente dall’età, e di trovare la strategia giusta per compensare, quindi bisogna solo trovare la chiave giusta. Il nostro lavoro di “innovatori” è trovarla».

©Riproduzione riservata

Category
Tags

No responses yet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

it_ITItaliano