Insieme a farmaci e psicoterapia, il trattamento con onde luminose a bassa frequenza aiuta a diminuire ansia, stress e a riequilibrare la quantità di neurotrasmettitori prodotti

Quintuplicati, se non sestuplicati. Secondo gli ultimi studi epidemiologici, i disturbi dell’umore sono aumentati in pochi mesi di 5, fino a sette volte. Le ricerche, condotte da nord a sud, convergono sia in termini di numeri della popolazione colpita, sia sulla tipologia: i risultati hanno fatto emergere in particolare punteggi più alti di stati emotivi come profonda tristezza, a volte unita a colpa e apprensione, apatia, perdita di interesse, disturbi del sonno, in chi è risultato positivo o ha avuto casi di COVID-19 in famiglia, nelle donne, negli adolescenti e nelle persone con status economico meno agiato.
Ma cosa sono i disturbi dell’umore? E quando si possono definire tali? Il capitolo è vasto e complesso, come spiega la dottoressa Federica Peci, psicologa, neuroscienziata e ricercatrice: «Si tratta di un insieme di patologie piuttosto differenti tra loro, ognuna delle quali è caratterizzata da alcuni sintomi specifici- spiega-. Ciò che li accomuna è “l’alterazione patologica” del tono dell’umore. 

Per poter parlare di disturbi dell’umore questa alterazione deve essere duratura e di portata tale da interferire sulle normali funzioni sociali e lavorative della persona: tristezza e gioia, infatti, fanno parte della vita di ogni giorno, la prima è una risposta universale dell’uomo a delusioni, avversità, sconfitte, la gioia invece lo è al successo o situazioni incoraggianti in genere. Si parla di disturbo dell’umore quando questi stati sono molto intensi e persistenti, tali da ostacolare le capacità funzionali e quando sono accompagnate da un certo numero di altre alterazioni relative alla sfera dell’umore». 

Dunque, non un semplice su e giù dell’umore o quel pizzico di tristezza quando fuori piove o è buio, i disturbi dell’umore sono una malattia.

La cura prevede terapie farmacologiche e non, come la psicoterapia. Nell’ambito dei non farmacologici, oggi, sono le Neuroscienze ad aggiungere un’arma in più nel corredo dei trattamenti: la luce. Non quella ambientale, che pur ha dimostrato di influenzare umore e funzioni cognitive, ma la luce nel vicino infra-rosso, ovvero la Fotobiomodulazione Transcranica, una tecnologia innovativa, non invasiva e indolore che negli ultimi anni ha ampiamente dimostrato la sua validità ed efficacia nelle sintomatologie di natura neuroinfiammatoria.
«La somministrazione non invasiva di luce proveniente da una fonte esterna al cervello, quindi generata da apparecchi -rigorosamente- elettromedicali, è efficace nei disturbi dell’umore perché permette di raggiungere i neuroni più esterni della corteccia cerebrale, l’assorbimento della luce da parte delle cellule scatena una serie di reazioni che si traducono in minor sensazione di ansia e stress. 

Le onde luminose a bassa frequenza, tra il rosso e il vicino infrarosso, infatti- chiarisce la dottoressa Peci- aumentano il metabolismo cellulare, e quindi la produzione di ATP (ndr la molecola che fornisce l’energia necessaria per quasi tutte le forme di lavoro cellulare), facilitano la riorganizzazione neurale e aiutano a riportare all’equilibrio la quantità di neurotrasmettitori prodotti, tra cui la dopamina, serotonina, adrenalina, neurotrasmettitori deputati, tra le altre cose, al controllo dei meccanismi di ricompensa e piacere. In più, grazie a questa tecnica si ottengono effetti antinfiammatori e benefici sullo stress ossidativo» spiega l’esperta.
«Questi vantaggi perdurano nel tempo e non solo durante il trattamento, inoltre aumentano la compliance alle terapie psicoterapiche o farmacologiche.
La durata del trattamento varia in base al paziente e al disturbo da trattare. Fondamentale è la tempestività con cui si prende in carico il problema e il fatto di affidarsi solo a centri medici qualificati e all’avanguardia: il trattamento, per essere efficace e rispondente a criteri neuroscientifici, va eseguito con professionisti sanitari specializzati su questa tecnica».

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di Federica Sciacca
Giornalista e Ufficio Stampa di Cerebro®

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