Nel panorama odierno, due sono le principali tecniche che si utilizzano per facilitare i processi riabilitativi in pazienti con danno cerebrale acquisito: la stimolazione elettrica transcranica a corrente diretta (tDCS) e la stimolazione magnetica transcranica (TMS). 


La tDCS sfrutta un campo elettrico a corrente diretta per innescare cambiamenti nei potenziali di membrana dei neuroni corticali stimolati. La stimolazione è di ampie popolazioni di neuroni in specifici distretti cerebrali in base alle patologie o sintomatologia da trattare. Come tecnica, efficace in molti aspetti riabilitativi, possiede tuttavia diverse controindicazioni e necessità di screening dei pazienti che possono sottoporsi ai trattamenti. 


La TMS sfrutta un campo magnetico per generare un campo elettrico a livello della corteccia cerebrale e stimolare così elettricamente i neuroni presenti nella zona di applicazione. La stimolazione viene effettuata tramite un coil che genera una corrente elettrica nel tessuto cerebrale a partire da un campo magnetico esterno. Gli ambiti applicativi, in circa 30 anni, sono stati ampliati e viene ad oggi utilizzata nel trattamento di diverse patologie. 


Ora arriva una terza possibilità: l’utilizzo della luce NIR

Fotobiomodulazione

Esiste oggi una terza via per la riabilitazione ovvero la luce nel vicino infra-rosso (NIR). La fotobiomodulazione nell’ultimo anno ha permesso di valutare come il metabolismo cellulare necessiti di essere incrementato e modulato in quelle patologie o sintomatologie di natura neuroinfiammatoria. 

È stato dimostrato che l’assorbimento della luce NIR da parte di tessuti biologici può essere attribuito ad alcuni cromofori, come ad esempio la Citocromo-C Ossidasi (CCO). 

La somministrazione non invasiva di luce proveniente da una fonte esterna (LED) al cervello permette di raggiungere i neuroni più esterni della corteccia cerebrale. L’assorbimento della luce da parte delle cellule scatena una serie di reazioni che portano all’attivazione della via di segnalazione cellulare.

Gli effetti del trattamento con NIR sono molteplici: aumento metabolico con conseguente aumento della produzione di ATP, aumento del flusso ematico cerebrale, neuroprotezione da apoptosi, senescenza e tossicità cellulare e aumento della sopravvivenza delle cellule neuronali, effetti benefici sullo stress ossidativo, effetti antinfiammatori, aumento della neurogenesi e della sinaptogenesi.

NIR è un apparecchio elettromedicale (classe IIa) che funziona emettendo luce nel vicino infrarosso attraverso 256 LED posizionati al suo interno. Il suo funzionamento è basato sull’emissione di onde luminose a bassa frequenza (810 nm) in grado di aumentare il metabolismo cellulare e promuovere la sinaptogenesi e la neuroplasticità. 

NIR è costruito in modo da agire sull’intera area cerebrale corticale: lobo frontale, lobo parietale, lobo occipitale e lobo temporale. È tarato per agire su due canali, Canale 1 che agisce sull’area motoria, sull’area premotoria e sull’area visiva e il Canale 2 che agisce sull’area esecutiva, sensoriale e linguistica. 

L’intensità dei LED può essere variata per ciascun canale, con un range di intensità che va dal 10% al 100%.

La validazione scientifica dell’utilizzo della fotobiomodulazione è ormai mondiale e Cerebro® continua a fornire il suo contributo grazie ai centri specializzati NIR in Italia che utilizzano la metodica su un’ampia e variegata popolazione di pazienti. 


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