Lo studio scientifico -tutto italiano- ha evidenziato l”effetto domino” di benefici che si possono ottenere con il dispositivo medicale NIR

Disturbi neurodegenerativi e disturbi neuroinfiammatori: due facce della stessa medaglia. 

I primi si conoscono meglio come “Parkinson” e “Alzheimer”, le malattie neurodegenerative più diffuse; sotto il nome di disturbi neuroinfiammatori, invece, sono racchiuse le problematiche causate- appunto- dalla “neuroinfiammazione”, quel processo di progressiva infiammazione del tessuto nervoso, che nel tempo scompagina le connessioni nervose e fa degenerare i neuroni, “disordinando” l’organizzazione di aree del sistema nervoso centrale. 

Da qui la “medaglia”: i processi neuroinfiammatori, infatti, gettano le basi per successivi problemi di sviluppo neurologico. 

Un importante ricerca, tutta italiana, dimostra che oggi un valido aiuto per scardinare questo circolo vizioso c’è, e viene dalla ricerca delle Neuroscienze®.
Si tratta della fotobiomodulazione (PBM), una tecnica che sfrutta in modo non invasivo l’azione della luce rossa e del vicino infrarosso per alleviare l’infiammazione e la morte dei tessuti. 

La luce proveniente dallo spettro del visibile e del vicino infrarosso provoca, infatti, determinate reazioni nelle cellule che innescano, a loro volta, reazioni neuroprotettive: «È stato dimostrato che apporta miglioramenti nel metabolismo e nel flusso sanguigno, diminuisce lo stress ossidativo e allevia l’infiammazione a livello cerebrale» – spiega la dottoressa Federica Peci, psicologa ad indirizzo Neuroscienze®. 

Dati alla mano, infatti, la tecnica ha mostrato essere uno strumento efficace nel trattamento e supporto delle malattie neurologiche, migliorando le funzioni cognitive e motorie.
Il team di Cerebro®, startup di primo piano in Italia nel campo delle Neuroscienze®, ha messo a punto un dispositivo medicale classificato IIa che sfrutta questa metodica. «Si chiama NIR Infrared, è un caschetto in grado di stimolare l’intera superficie cerebrale corticale emettendo luce nel vicino infrarosso a una lunghezza d’onda di 810 nm. A tale lunghezza d’onda- spiega la dottoressa Peci- la luce stimola il metabolismo del glucosio, la produzione di ATP, il consumo di ossigeno e produce un miglioramento nel funzionamento mitocondriale. Questi processi innescati hanno un effetto domino benefico su ogni disturbo neurologico che si basa su deficit neuroinfiammatori.

Uno studio effettuato da Cerebro®, con la collaborazione dei centri NIR italiani, ha dimostrato che, in seguito ai trattamenti i pazienti avvertivano una diminuzione dei sintomi legati alla patologia, e la percezione di un miglioramento cognitivo. In particolare, persone affette da Alzheimer, Demenza e Vasculopatia Cerebrale hanno riportato indici di miglioramento della qualità della vita generale» commenta la dottoressa Peci.

Allo studio, pubblicato sulla rivista scientifica ECronicon hanno partecipato 29 pazienti di età superiore ai 50 anni, affetti da patologie con base neuroinfiammatoria. Ai soggetti è stato chiesto di compilare un questionario autovalutativo sulla percezione dei sintomi sia prima che dopo seduta riabilitativa con trattamento NIR. 

Il questionario (Cognitive Self-Assessment Questionnaire – CSQ – basato su Broadbent et al., 1982; Validazione italiana di Stratta et al., 2006) era composto da 25 domande che miravano ad indagare i sintomi cognitivi presenti nei disturbi neurologici, ad esempio memoria, distrazione, confusione mentale.
I soggetti sono stati sottoposti a terapia NIR due volte a settimana per un mese. «Ebbene, i risultati hanno confermato l’importanza della fotobiomodulazione nel trattamento e nel supporto delle malattie neurologiche- conclude la dottoressa Peci, tra gli autori dello studio. «Il dispositivo medicale messo a punto da Cerebro® apre nuovi orizzonti alle pratiche riabilitative di pazienti affetti da disturbi neurologici e patologie neurodegenerative e si rivela un supporto prezioso anche per la prevenzione di malattie che hanno come base i processi infiammatori a livello cerebrale».

di Federica Sciacca

©Riproduzione riservata

Tags

No responses yet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

it_ITItaliano