Attraverso fonti di calore o raffreddamento modifica la microcircolazione delle aree della corteccia cerebrale favorendo i processi neuronali alla base della riabilitazione cognitiva e motoria

Si amplia il corredo dei dispositivi di stimolazione cerebrale targati Cerebro®.
Dopo Nir Infrared®, l’apparecchio elettromedicale che sfrutta in modo innovativo la tecnica di fotobiomodulazione, la fTMS™, il dispositivo di Stimolazione Magnetica Transcranica Statica, e il suo successore, la fTMS™ Plus, che combina i due tipi di stimolazione, elettrica e magnetica, la startup milanese deposita un nuovo brevetto nazionale: si chiama VerƧuƧ ed è un sistema di stimolazione termica cerebrale transcranica non invasiva.

«Nel panorama scientifico odierno sono presenti solamente macchinari che utilizzano la tecnologia del caldo/freddo per la valutazione dei nervi sensoriali- spiega la dottoressa Federica Peci, co-fondatrice di Cerebro®. «Noi abbiamo lavorato a un progetto più ambizioso e innovativo, cioè un dispositivo che, attraverso degli speciali elettrodi, produce una variazione di calore o di freddo in grado di modificare la microcircolazione delle aree della corteccia cerebrale e così di favorire i processi neuronali alla base della riabilitazione cognitiva e motoria».

«Tutto ciò che riguarda il cervello e la riabilitazione di funzioni perse a seguito di un danno neurologico fa riferimento all’aspetto della circolazione sanguigna- prosegue-. E da qui siamo partiti per mettere a punto il nostro dispositivo: se un’area cerebrale ha necessità di “lavorare bene” serve che venga apportato maggior ossigeno e sangue. Lo strumento che abbiamo implementato, fa proprio questo: attraverso il calore, dilata i vasi sanguigni più piccoli aumentando così la capacità di sangue al loro interno, questo significa che in quell’area arriverà più sangue e quindi più ossigeno.  Lo stesso meccanismo vale per l’aspetto del freddo, ma nel senso opposto: producendo freddo i vasi capillari si restringono e diminuisce l’attività funzionale di una determinata area».

Dal punto di vista riabilitativo è un’innovazione: «La riabilitazione dei danni neurologici, con uno strumento di questo tipo, può ampliare il suo raggio di azione e avvalersi non più soltanto di campi magnetici, elettrici e di luce nel vicino infrarosso, ma anche di una stimolazione termica, che così diventerebbe la “quarta via della riabilitazione”». 

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