Aumento di memoria e concentrazione, miglioramento delle capacità cognitive: ecco i vantaggi della cosiddetta “terza via della riabilitazione” emersi dalla ricerca 

Un nuovo studio pilota conferma gli effetti neuroprotettivi della luce NIR, ovvero le emissioni di luce emesse dal casco a 256 LED progettato e messo a punto da Cerebro®.
La ricerca, guidata dal dottor Samorindo Peci, direttore del Centro di Ricerca e Formazione Scientifica Cerifos, dal dottor Giovanni Giannelli, la dottoressa Federica Peci e la dottoressa Rosjana Pica, ha preso in esame un gruppo di pazienti composto da 29 soggetti di età compresa tra 50 e 89 anni, di entrambi i sessi.
I pazienti reclutati grazie alla collaborazione del Poliambulatorio Giano, a Cesena, erano affetti da differenti patologie neurologiche: Alzheimer, Aterosclerosi, Demenza, Emicrania e un campione più ampio di soggetti affetti da Vasculopatia cerebrale.
Ebbene, dalla comparazione dei dati emersi dal Test pre-trattamento NIR con quelli del Test post-trattamento Nir, è emersa in tutti i pazienti del campione una generale diminuzione dei livelli di disattenzione, un aumento dei livelli di memoria e concentrazione, e un complessivo miglioramento delle capacità cognitive. 

«NIR Cerebro Infrared è una tecnologia di fotobiomodulazione innovativa progettata dal nostro team nel 2018, approvata dalla Food and Drug Administration e certificata CE elettromedicale, che sfrutta la luce del vicino infrarosso come supporto riabilitativo per tutti quei processi che hanno alla base l’infiammazione neuronale» spiegano gli autori dello studio.
La metodica si basa sull’utilizzo di un casco contenente 256 led, tramite i quali avviene il passaggio di luce. Il casco è costruito in modo da agire sull’intera area cerebrale-corticale tramite due canali: il primo lavora sull’area motoria, premotoria e visiva, mentre il secondo su quella esecutiva, sensoriale e linguistica.

«Numerosi studi hanno evidenziato effetti neuroprotettivi della luce NIR in varie patologie neurologiche, come ad esempio trauma cranico, ischemie, Parkinson, Alzheimer e disturbi psicologici come depressione e ansia, insieme a effetti antidepressivi, miglioramento cognitivo e diminuzione dei problemi legati al sonno- commentano gli autori della ricerca-. Tra gli effetti documentati della fotobiomodulazione ritroviamo effetti benefici sulla circolazione sanguigna a livello cerebrale, sul metabolismo dei neuroni, sullo stress ossidativo e sulla formazione di nuovi neuroni. 

Possiamo concludere- continuano-, che nel panorama odierno, insieme alle principali tecniche che si utilizzano per facilitare i processi riabilitativi in pazienti con danno cerebrale, quali la stimolazione elettrica transcranica a corrente diretta e la stimolazione magnetica transcranica, esiste una terza via scientifica per la riabilitazione: la luce nel vicino infra-rosso.
Il campo di applicazione del nostro dispositivo e di questa terapia della luce a 810 nanometri è ampio e questo studio pilota apre la strada a nuovi scenari per la terapia e la stimolazione NIR, e alla sua possibile applicazione a supporto della riabilitazione neurologica e neuropsicologica.
La validazione scientifica internazionale dell’utilizzo della fotobiomodulazione è in continua crescita e Cerebro® continua a fornire il suo contributo grazie ai centri specializzati NIR che utilizzano la metodica» concludono gli autori dello studio.  

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