Omero la chiama la dea “dalle rosee dita”. È Eos, la dea Aurora che con il suo carro porta l’alba nel mondo. La mitologia greca racconta di lei come una dea bellissima dai tanti amanti che, però, ad un certo punto si innamora perdutamente di Titone, un giovane e aitante troiano. Se ne innamora tanto da supplicare il padre Zeus di renderlo immortale. Ma commette un errore: dimentica di chiedere per lui l’eterna giovinezza. Così, passano gli anni e mentre lei rimane splendida e giovane, lui diventa sempre più decrepito e malconcio. Alla fine, esausta e disgustata lo rinchiude in una grotta. Scomodiamo niente di meno che Omero per rimarcare una bella differenza: vivere a lungo-vivere bene. Dove “bene” significa in salute. 

In questi giorni c’è una ricerca sull’argomento che fa discutere, è quella in cui ricercatori di sociologia e statistica dell’Università di Washington sono arrivati alla conclusione che entro la fine di questo secolo sarà possibile vivere fino a 125 anni o addirittura 130. 

Fantastico. Oppure no? Beh, opinioni. 

Non ci schieriamo in merito a questo, su una cosa però lo facciamo, e lo facciamo apertamente: ci schieriamo su ciò in cui la scienza medica può ancora esprimere tutto il proprio potenziale, ovvero sulla Qualità della vecchiaia. 

Invecchiare in salute significa che tutto l’organismo funziona bene -o quanto meno al meglio-: dalla cellula più piccola fino agli organi interi. Attualmente la nostra società, in particolare quella larga fascia di popolazione di 70-80enni, purtroppo, soffre di patologie multisistemiche, che nel tempo si sono cronicizzate e riguardano più organi del nostro corpo. Ora, lasciare che determinate patologie diventano croniche è tutto il contrario di “invecchiare bene”, “invecchiare in salute” o “healthy aging”, come la volete chiamare. 

Cronicizzare le patologie non le fa sparire ma le rende quiescenti, pronte in ogni momento a ripresentarsi. Ricordate chi è stato più duramente colpito dal Sars-Cov 2?

Esatto. Proprio quelle persone -che non erano per forza anziane- ma avevano una serie di patologie concomitanti che nulla avevano a che fare con il virus. 

Ecco, ci teniamo proprio ad arrivare a 130 anni? Allora facciamolo “bene”, avendo cura di noi. (Altrimenti vanno benissimo i 90).


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